!ndia, la sensualità mistica di Khajuraho

Patrimonio Mondiale dell’Umanità –Unesco dal 1986, il complesso templare di Khajuraho è una creazione artistica unica al mondo. Si trova nello Stato federato del Madhya Pradesh, a circa 600 chilometri a sud di Delhi.

I templi di Khajuraho furono costruiti tra il 950 e il 1050 d.C. sotto il regno della dinastia Chandela, uno dei periodi aurei della storia e dell’arte indiana.

Dopo il tramonto della dinastia, nel XIII secolo, i templi furono abbandonati e ricoperti dalla foresta, che li ha preservati dalle distruzione.

Il primo viaggiatore non indiano che ha parlato della magnificenza dei templi è stato, nel 1335, Ibn Battuta, chiamato il Marco Polo arabo, che racconta di essere giunto in un luogo chiamato Kajarra e di avere parlato di filosofia con saggi hindu dai lunghi capelli.

Poi, per secoli, i templi non furono più menzionati fino a quando, nel 1838, un ingegnere dell'esercito inglese, il capitano T.S. Burt li riscoprì.

Fu un altro ufficiale inglese, Sir Alexander Cunningham, nella seconda metà dell'Ottocento, a suddividere i templi nella classificazione “occidentale”, meglio conservati, e “orientali”.

Oggi, degli 85 templi scolpiti in arenaria dai Chandela ne rimangono 22, dedicati alle due grandi religioni Hinduismo e Jainismo.

I templi, sebbene di grandezza diversa, hanno però tutti la stessa concezione architettonica, simbolo di un concetto di spazio-tempo Hindu ma che è proprio anche del Jainismo: sono le dimore degli dei – e ogni tempio è dedicato a una diversa divinità – con una base quadrata e pinnacoli, gli Shikhara, che salgono vertiginosi al cielo: è il tempio-montagna cosmico, dove le pareti esterne sono decoratissime, migliaia di sculture con scene di vita degli uomini e degli dei, mentre il sancta-sanctorum, il sacello del dio, è in penombra e disadorno, a simboleggiare che la pace interiore non ha bisogno di niente e che la divinità stessa è pienezza e pace.

La parte del complesso templare meglio conservata è quella occidentale, di cui fanno parte i templi Varaha, Lakshmana, Kandariya Mahadeva, Mahadeva, Devi Jagadamba oggi dedicato a Kali, delle Chaunsath Jogini, Chitragupta, Parvati e Vishvanatha, tutti molto famosi.

Il più bello e imponente e anche quello considerato emblematico per lo stile, è il Kandariya Mahadeva dedicato a Lord Shiva. Ingiustamente i templi di Khajuraho sono stati a lungo accusati di essere licenziosi e immorali, a causa delle rappresentazioni, sulle pareti esterne, di molte figure raffigurate in atti sessuali espliciti.

Quando furono scoperti, l’India era occupata dall’Impero Britannico e l’epoca era quella della regina Vittoria, famosa per l’austerità dei costumi.

L’accusa è ovviamente falsa, fatta da persone ignoranti che non conoscevano e non conoscono l’essenza della cultura indiana.

I Chandella eressero i templi di Khajuraho per rappresentare sulla terra il Maha Shivatri, le nozze sacre tra Shiva e Parvati, cerimonia che viene rievocata ogni anno con musica, canti e danze.

Quella raffigurata sulle pareti di Khajuraho è la vita quotidiana nella sua interezza, quindi anche l’amore e le sculture sono state realizzate con intento religioso e filosofico.

Secondo la dottrina tantrica, a cui aderivano i sovrani Chandela, ogni aspetto della vita, quindi anche l’amore e il sesso ma non solo, è diviso nei principi maschile (la forza, la potenza) e femminile (l’energia): la loro unione è la manifestazione dell’universo, della vita e nulla può esistere senza l’unione dei due opposti, ma il sesso è solo un parte della vita.

Per questo le sculture erotiche sono raffigurate solo in parti specifiche e non in tutta la facciata dei templi.

Le immagini vanno quindi lette in un contesto totale, in una lettura che porta il fedele a meditare sul suo quotidiano, comprese le passioni, per trasformarle in energia e poi in verità e pace interiore, nel momento in cui si avvicina alla divinità. Al gruppo orientale appartengono altri templi belli e importanti, come Vamana, Javari, Duladeo e Chaturbhuja, Vishnu a 4 braccia.

A sud, invece, si trova un complesso di templi Jaina, il più importante dei quali è il Parshvanatha, bellissimo nella sua perfezione stilistica.